Frank Bretschneider LIVE

DJSET LINO MONACO (RETINA.IT)

Venerdì 05.01.18
Cellar Theory  Vico Acitillo, 58
Vomero // Napoli




Satori Comunicazioni presenta Frank Bretschneider aka Comet: il fondatore della Raster e la sua abstract-techno.

Raster-Noton come sinonimo di quell’estetica sonoro-visiva conosciuta universalmente come abstract-techno, vivaio e culla di gestazione della stessa, come casa madre alle spalle di una delle branche più innovative dell’elettronica moderna e centro nevralgico di un vero e proprio movimento. Di parole sulla scuderia della label tedesca e sulla sua attività se ne sono spese parecchie negli anni, folgorati come si è rimasti da una tale coerenza di catalogo e intenti, che permette oggi di inquadrarla come il centro nevralgico di un vero e proprio movimento musicale.
Centro che nacque ormai quattordici anni fa, frutto della fusione di due labelprecedentemente distinte, gestite da musicisti che possono essere considerati gli antesignani del suono abstract: la Noton del famigerato Carsten Nicolai aka Alva Noto e la Raster, di proprietà di Olaf Bender (Beytone) e Frank Bretschneider (Komet).

Se Nicolai (e Alva Noto in maniera particolare) rappresenta il volto glitch-oriented, dinamico, sfavillante e cinematografico – nonché il più noto e coinvolgente – della “techno astratta”, Bretschneider incarna quello più minimal, sintetico, formale e statico della stessa. E se l’ultimo Alva Noto, risalente ormai a due anni fa, era stato uno dei dischi più riusciti e freschi del 2011 elettronico, per trovare una prova del fu-Komet in grado di risaltare oltre l’ordinario bisogna tornare indietro al 2004 e a quel gioiello ambientale in limited edition intitolato “Looping I-VI (And Other Assorted Love Songs)” e licenziato dall’impeccabile 12k di Taylor Dupree.
Ondarock / Recensioni / 2013 / Frank Bretschneider – Super.Trigger


Frank Bretschneider spartisce con snd, altro act di matrice techno di casa rastern-noton, la capacità di procedere in direzione dell’essenza del suono elettronico per sottrazione, o meglio sarebbe dire per via di progressive scarnificazioni – il termine non è casuale: è un processo caratterizzato da una violenza espressiva di fondo che lo rende davvero peculiare.

Le strade infinite di ritmo, volume, movimento, intensità e struttura sono scandagliate da Bretschneider con il piglio sistematico e l’acribia dello scienziato puro – ma con quella dose di spregiudicatezza che è dello scienziato sperimentale a là Albert Hofmann -, in ossequio al principio secondo cui “fine art should attain the abstract purity of music”. SENTIREASCOLTARE – Vincenzo Santarcangelo

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