Dal 5 al 17 Febbraio va in scena al Teatro Quirino in Roma Viktor und Viktoria con Veronica Pivetti e Yari Gugliucci.

In una Berlino stordita prima dai fasti e poi dalla miseria della repubblica di Weimar, un’attrice di provincia, Susanne Weber (Veronica Pivetti), approda in città spinta dalla fame e in cerca di scrittura. L’incontro con un collega attore, Vito Esposito (Yari Gugliucci) immigrato italiano, sembra cambiarle la vita. E ciò mentre il nazismo fa la sua orribile apparizione sulla scena della storia…

fonte: Antonello Solaris
La Repubblica

Sala strapiena e pubblico soddisfatto a tal punto da accompagnare a ritmo di applausi un finale che rievoca il rischio di un mostruoso passato non cosi troppo lontano, il nazionalsocialismo!

Lo spettacolo in questione è Viktor und Viktoria con la regia di Emanuele Gamba e abilmente riadattato dall’omonima pellicola di Reinold Schunzël del 1933.

Viktor und Viktoria con Veronica Pivetti e Yari Gugliucci.
In questo processo creativo che vede fondersi una modernità di contenuti,  followers e dirette streaming a un attento linguaggio di termini del passato è Giovanna Gra ad aver vinto la sfida. Scene, musiche e costumi accompagnano dolcemente un cast che danza sulle tavole del palco facendoci dimenticare molti improvvisati reduci di qualche fiction prestati al teatro.

Veronica Pivetti ha sette vite e le indossa tutte tra un cambio ed un altro, tra una canzone in divisa nazista ad una soubrette d’epoca in una metamorfosi continua tra donna e uomo. Giorgio Borghetti sostituisce più che degnamente il conte Frederich Von Stein della versione precedente con una presenza scenica notevole.

Il giovane attrezzista Gerhardt, coraggioso Nicola Sorrenti, cambia pelle fino a diventare giovane nazistello. Esilarante e caustica Baronessa Ellinor Von Punkertin, Pia Engleberth, che si destreggia con maestria tra satira e vecchio bagaglino, ma d’autore raffinato e Lilli Shultz, buffa e biondissima ballerina che emana simpatia,chiusa in un labirinto mentale senza via d’uscita. Ballerina di fila di cui Vito è innamorato.

Su Vito Esposito Yari Gugliucci è difficile non spendere qualche riga in più. L’attore campano lo avevamo già notato in molti ruoli brillanti di fiction “poco fortunate” ma sempre degno di grande stima.

Yari Gugliucci sicuramente aiutato dalla brillante penna della Gra e dall’eccezionale feeling con la compagna Veronica Pivetti dimostra di avere qualcosa di più di un semplice talento recitativo, ma lascia la platea divertita e sensibilmente commossa con incredibile rapidità.

Vito Esposito ci ricorda più che quella antica tradizione di maschere napoletane che soffrono fame freddo e artrosi, quei vecchi attori consumati di Broadway che quando escono di scena ti auguri che tornino presto.

Finché siete in tempo correte a vedere Viktor und Viktoria

fonte: Antonello Solaris
La Repubblica